Un altra lunga ed estenuante giornata di lavoro è terminata.

Stefano spegne le luci dell’ufficio. Anche oggi, come successo spesso, è l’ultimo ad andarsene. I colleghi non sprecano neanche un secondo del loro tempo libero, lui invece rimane oltre il tempo perché ha sempre tante cose da ultimare. Sono questi i momenti in cui si sente uno stupido, vorrebbe fregarsene come i colleghi, alla fine l’azienda non è sua ma per quell’azienda lui ha sempre dato tutto e continua a farlo. Poi pensa alla famiglia, sta facendo tutto questo per loro, ogni giorno da il massimo per loro, per consentire ai suoi figli ancora piccoli di crescere dignitosamente.

Mentre questi pensieri si susseguono nella sua testa chiude la porta con i soliti 4 giri di chiave e si avvia a passo lento verso l’automobile parcheggiata 11 ore prima sotto le piante nel viale poco distante. Arrivato in prossimità dell’auto preme il pulsante dell’apertura a distanza, apre la portiera e lancia la ventiquattrore sul sedile posteriore, si siede al posto di guida e in pochi secondi effettua quei gesti automatici che compie ormai da diversi anni, allenta il nodo alla cravatta e slaccia il bottone della camicia, accende l’autoradio e avvia il motore della vettura.

La strada per arrivare a casa scorre veloce, i pensieri di Stefano viaggiano ancora più forte.

Questa sera è particolarmente esausto, i nervi sono a fior di pelle, è teso. Ha paura di non farcela ed è stanco, veramente stanco di questa situazione che va avanti da diversi anni. Lui ce l’ha sempre messa tutta ma non riesce a far girare la ruota della vita come vorrebbe.

Ormai manca poco ed a casa. Finalmente a casa, l’unico posto al mondo dove trova un po di serenità. Ancora qualche centinaio di metri e già vede la scena dove il più grande dei due bambini gli corre incontro per abbracciarlo; a quel pensiero Stefano si accorge della lacrima che scende lungo la guancia, ancora l’ultima curva e poi apparirà casa. Il piede destro lascia l’acceleratore per spostarsi sul freno, l’auto è in prossimità della curva ed è in quel momento che Stefano prende una decisione fulminea, trova il coraggio che gli era sempre mancato prima, il piede ritorna immediatamente su pedale dell’acceleratore e lo preme fino infondo, l’auto prende velocità all’imbocco della curva e schizza fuori dalla carreggiata. Dai rami degli alberi al lato della strada stormi di uccelli si alzano in volo spaventati dal forte boato. Una frazione di secondo e il frastuono di lamiere accartocciate lascia spazio al silenzio.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...